
Nella linea di produzione, il vetro trattato con acidi non può semplicemente aspettare che l’umidità scompaia da sola. L’acqua e i residui di HF rimangono intrappolati nella microstruttura del vetro; di conseguenza si verificano problemi legati all’adesione del rivestimento, problemi che diventano evidenti soltanto dopo la applicazione del rivestimento o della laminazione. Ecco perché abbiamo progettato questo dispositivo per adattarsi alle condizioni reali dello stabilimento: un processo di essiccazione rapido e controllato, che permette alla superficie di essere pronta per la fase successiva, senza subire stress termici eccessivi.
Cosa è davvero importante
Utilizziamo emettitori a onde corte infrarosse, racchiusi in un involucro di quarzo: questi emettitori reagiscono rapidamente e garantiscono una elevata densità di potenza. L’array di riscaldamento è regolato in modo da corrispondere all’emissività del vetro trattato con acidi; in questo modo l’energia viene concentrata proprio sulla superficie, senza causare problemi legati alla convettione, che potrebbe distribuire l’umidità in modo irregolare. Una configurazione tipica prevede un alimentazione a 400 V in tre fasi; tale sistema può essere integrato nei sistemi di trasporto esistenti e funziona come modulo dotato di connettori standardizzati. Il controllo delle zone di riscaldamento permette di mantenere un campo termico uniforme su tutta la superficie, evitando così la formazione di zone calde che potrebbero causare distorsioni ottiche.
In sintesi: l’essiccazione del vetro trattato con acidi non dipende soltanto dalla velocità, ma anche dalla ripetibilità del processo. È necessario eliminare rapidamente l’umidità e i residui di acidi, ma allo stesso tempo fare in modo che il profilo del vetro rimanga intatto. In pratica, ciò significa un aumento della produttività senza perdite di qualità, e una riduzione significativa dei lavori di riparazione dovuti a difetti superficiali che possono verificarsi dopo la applicazione del rivestimento o della laminazione. Lo stesso metodo di riscaldamento può essere utilizzato anche per il tempra del vetro, la sua piegatura, la laminazione (EVA/SGP/PVB), la essiccazione dei rivestimenti e la produzione di vetri isolanti: si tratta quindi di un metodo versatile che può essere applicato in diverse fasi della produzione.
I raggi infrarossi a onde corte riscaldano rapidamente la superficie, ma richiedono una linea di visuale pulita e una distanza costante tra l’emettitore e il vetro. Le riflessioni causate dai componenti metallici possono compromettere il processo di essiccazione; per ottenere i migliori risultati, è necessario adeguare la densità di potenza dell’emettitore alla spessore del vetro e alla profondità dell’incisione, e verificare la velocità del trasporto in base al tempo necessario per l’essiccazione.
Si tratta di una limitazione, non di un problema. Se si configura correttamente il sistema, il processo diventa prevedibile.